Missione
Siamo convinti che la musica sia uno strumento potentissimo di comunicazione!
Se fatta con qualità trasmette bellezza e non ha nulla da invidiare alle altre proposte culturali che il mondo offre.
Inoltre, è uno strumento naturale di espressione di lode, festa, gioia, adorazione, presente fortemente anche nelle scritture.
Per noi evangelizzare utilizzando la musica è una vocazione, una missione, un vero e proprio “Ministero”.
Noi a “La Gloria” e i nostri artisti, siamo impegnati a rinnovare la Chiesa con questa attività e usare questo mezzo, che è il nostro mestiere e la capacità che ci ha dato il Signore, per attrarre più persone possibili a Lui, “preparandogli le strade”.
Ci sentiamo strumenti che si impegnano a fare del proprio meglio in questo senso, lasciando poi a Lui il compito di usarci per compiere la sua Volontà.
Ci rifacciamo alle parole di Papa Francesco per il Giubileo degli Artisti e del Mondo della Cultura:
“Cari artisti, vedo in voi dei custodi della bellezza che sa chinarsi sulle ferite del mondo, che sa ascoltare il grido dei poveri, dei sofferenti, dei feriti, dei carcerati, dei perseguitati, dei rifugiati. Vedo in voi dei custodi delle Beatitudini! Viviamo in un’epoca in cui nuovi muri si alzano, in cui le differenze diventano pretesto per la divisione anziché occasione di arricchimento reciproco. Ma voi, uomini e donne di cultura, siete chiamati a costruire ponti, a creare spazi di incontro e dialogo, a illuminare le menti e a scaldare i cuori.
Qualcuno potrebbe dire: “Ma a che serve l’arte in un mondo ferito? Non ci sono forse cose più urgenti, più concrete, più necessarie?”. L’arte non è un lusso, ma una necessità dello spirito. Non è fuga, ma responsabilità, invito all’azione, richiamo, grido. Educare alla bellezza significa educare alla speranza. E la speranza non è mai scissa dal dramma dell’esistenza: attraversa la lotta quotidiana, le fatiche del vivere, le sfide di questo nostro tempo.
Nel Vangelo che abbiamo ascoltato oggi, Gesù proclama beati i poveri, gli afflitti, i miti, i perseguitati. È una logica capovolta, una rivoluzione della prospettiva. L’arte è chiamata a partecipare a questa rivoluzione. Il mondo ha bisogno di artisti profetici, di intellettuali coraggiosi, di creatori di cultura.
Lasciatevi guidare dal Vangelo delle Beatitudini, e la vostra arte sia annuncio di un mondo nuovo. La vostra poesia ce lo faccia vedere! Non smettete mai di cercare, di interrogare, di rischiare. Perché la vera arte non è mai comoda, offre la pace dell’inquietudine. E ricordate: la speranza non è un’illusione; la bellezza non è un’utopia; il vostro dono non è un caso, è una chiamata. Rispondete con generosità, con passione, con amore.”
Cerchiamo di collaborare con quelle realtà che, all’interno della Chiesa, hanno capito quanto la musica sia uno strumento importante di evangelizzazione e di creazione di comunità, riconoscendone il valore e la dignità.
